Carlo Di Carlo, Klaus Wildenhahn, una panoramica sul cinema documentario portoghese contemporaneo, una dedica ad Antonioni, l’ultimo film di Gianfranco Rosi un evento speciale dedicato a cinema e poesia con Franco Arminio e Andrea D’Ambrosio e un approfondimento sull’eredità dello spirito punk. Questa l’edizione 2011!
Giunge alla V edizione il Festival Internazionale del Film Documentario di Trieste NodoDocFest e lo fa con un programma ricco di eventi e personalità speciali nella consueta cornice del Cinema Ariston, storica e prestigiosa sala cinematografica triestina.
L’omaggio che ogni anno il Festival rende ad una grande cineasta italiano va quest’anno a CARLO DI CARLO, già critico cinematografico, autore di libri e saggi sul cinema, regista di opere di fiction e documentarie a partire dagli anni ’60. Non molto noto al grande pubblico, Di Carlo è tuttavia uno dei più importanti e necessari cineasti italiani degli ultimi cinquant’anni insignito nel 2010 del Nastro D’Argento alla Carriera e del Premio De Sica. Cineasta coltissimo, dagli interessi e orizzonti europei, unico discepolo, intimo amico, fidato collaboratore di Michelangelo Antonioni (e in parte anche di Pier Paolo Pasolini), la sua opera è un tessuto prezioso in cui si appuntano documentari straordinari, opere sperimentali, trasmissioni televisive innovative, narrazioni sfuggenti e misteriose. La retrospettiva articolerà in alcuni programmi di film i diversi volti dell’opera di Carlo Di Carlo oltre ad una sua lectio magistralis sull’opera documentaria di Antonioni.
L’omaggio internazionale va invece a KLAUS WILDENHAHN, influente documentarista tedesco, iniziatore della “scuola di Amburgo”, tra i primi all’inizio degli anni Sessanta, ad introdurre nell’allora Repubblica Federale Tedesca i metodi del cinema diretto nordamericano: camera a spalla e suono diretto, per stabilire un legame immediato tra la troupe e la situazione filmata. Ha all’attivo più di quaranta film realizzati fino al 2000, affrontando temi soprattutto politici e legati al mondo del lavoro, ma ha filmato anche prove e concerti di grandi protagonisti della musica e della danza contemporanee, da Jimmy Smith a John Cage, da Merce Cunningham a Pina Bausch. La retrospettiva permetterà di apprezzare aspetti diversi della ricerca costante di Klaus Wildenhahn, capace di coniugare alla leggerezza “immediata” del cinema diretto una ricerca rigorosa sulla dimensione storica e politica degli eventi che filma.
Da quest’anno NodoDocFest si rinnova sostituendo la forse ormai abusata formula del concorso con una scelta innovativa e sperimentale: a partire da questa quinta edizione PANORAMA dedicherà appunto una visione “panoramica” alle cinematografie documentarie più vive, giovani ed emergenti, attraverso una retrospettiva dei lavori più interessanti e creativi dell’ultimo decennio. Quest’anno il protagonista è il Portogallo: paese di grande tradizione cinematografica (basti pensare al centenario e tuttora attivo regista Manoel de Oliveira) che negli ultimi decenni ha visto nascere talenti straordinari (un nome su tutti: Pedro Costa, acclamato nei festival di tutto il mondo) e una nouvelle vague documentaristica di rara qualità e tensione poetica.
A corollario il Festival ha previsto tutta una serie di eventi speciali, tra cui un omaggio al Michelangelo Antonioni documentarista, un incursione nell’Archivio Nazionale del Film di Famiglia - filmati che documentano con un punto di vista inedito, privato e personale, più di 60 anni di storia italiana a partire dagli anni Venti del XX Secolo – poi ancora la proiezione di “El Sicario-Room 164” ultimo film di Gianfranco Rosi, “Les champs brûlants” di Stefano Canapa e Catherine Libert in cui figura anche Enrico Ghezzi, un incontro speciale tra cinema e poesia con Franco Arminio e Andrea D’Ambrosio che presenterà il suo “Di mestiere faccio il paesologo” incentrato proprio sulla figura d’artista di Arminio, ed infine una serie di pellicole musicali dedicate all’eredità del movimento punk. Tra le altre pellicole presentate, tutte internazionali, anche “CRASS, There is no Authority but Yourself” di Alexander Oey e “LIGHTNING BOLT, The Power of Salad and Milkshakes” di Peter Glantz, importante regista americano di teatro e cinema.