Lip 5: Christiane et Monique

Francia, 1976, 30 min., video, b/n, v.o. francese, sott. italiano.
Showtime: Friday 08



Regia: Carole Roussopoulos
Operatore, suono in presa diretta: Paul Roussopoulos
Montaggio, produzione: Vidéo-Out

Lip, tre anni dopo: ricomincia la lotta, la fabbrica è nuovamente occupata. Ritroviamo Monique, che descrive la situazione sostituendo a “uomo” e “donna” le parole “Bianco” e “Arabo”: “A Lip, siamo metà Bianchi e metà Arabi... I Bianchi pensano, riflettono e parlano; anche noi, gli Arabi, pensiamo e riflettiamo (io lo so, perché sono un’Araba), ma i grandi capi Bianchi non possono saperlo, perché non abbiamo mai il diritto di dire quel che abbiamo riflettuto”.

Incontriamo Christiane, un’operaia specializzata di Lip che incarna la gioia di prendere la parola e di scoprire poco a poco quel che si è, quel che si pensa. Alle parole sue e di Monique si oppone la logorrea maschile, e in particolare dei rappresentanti sindacali, parodiata con strategie volutamente semplici che ricordano Maso et Miso (citato nel film). Ad esempio, inserendo un’immagine da Hollywood “fai-da-te”: un orologio le cui lancette girano vorticose, per segnalare il passaggio del tempo.

Una critica gioiosa del maschilismo delle lotte operaie, e delle gerarchie sindacali.

 

May Lip, three years later: the struggle is resumed, the factory is occupied once more. We meet Monique again, she describes the situation replacing the words “man” and “woman” with “White” and “Arab”: “At Lip, half are White and half Arab…The Whites think, ponder and talk; also we, the Arabs, think and ponder (I know, because I’m an Arab) but the great White bosses have no way to know, because nobody ever gives us the right to say what we have thought”.

We meet Christiane, a specialized worker at Lip who embodies the joy of capturing her own speech and of discovering little by little her own identity, her own thoughts. Hers and Monique’s words are opposed to male logorrhoea, in particular of Union representatives, in a parody built on deliberately simple dynamics that remind of  Maso et Miso (mentioned in the film). For instance, by inserting a “do-it-yourself” Hollywood-like image: a watch with its arms running dizzily to mark the passing of time.

A joyful critic of male chauvinism and Unions’ hierarchies in workers’ struggles.