rose_et_landry
"Rose et Landry"

Lo sguardo rovesciato: Jean Rouch e l'Africa

Jean Rouch (1917-2004) è stato uno dei più vivaci interpreti del documentario etnografico col suo continuo dialogo tra Europa e continente africano, lavorando ai confini tra finzione e documentario, utilizzando precocemente tecniche rivoluzionarie quali la macchina da presa 16mm a spalla o il suono in presa diretta ed esplorandone le conseguenze sulle condizioni di ripresa sulla forma stessa del film.
Dalla metà degli anni Quaranta all’inizio degli anni 2000 Rouch ha messo insieme una produzione enorme che supera i 150 film (molti dei quali tuttavia incompiuti), ed è stato sicuramente uno dei pilastri del cinema “moderno” permettendo di reinventare il cinema di finzione, dando origine alla Nouvelle Vague francese.
Ma al NodoDocFest interessa riscoprire la dimensione “documentaria” della sua opera, ovvero la produzione etnografica, di intento scientifico (tutti questi film sono stati finanziati dal CNRS, il Centre National de la Recherche Scientifique), che compone la massima parte della sua produzione.
La retrospettiva si interesserà soprattutto al Rouch “africano”, ovvero alla scoperta appassionante, al contempo meravigliata e razionale, di una realtà differente e capace di sconvolgere le nostre fondamenta più consolidate. La selezione di film, a cura di Dario Marchiori e Andrea Paganini (specialista di Jean Rouch), permetterà di introdurre lo spettatore all’opera multiforme e variegata di Rouch, vista secondo il prisma dello sguardo documentario.
La storia che tutto il cinema di Jean Rouch ci racconta, quella di un francese che si innamora dell’Africa (soprattutto il Niger) e scopre di trovarcisi davvero “a casa”, è per noi la parabola felice dell’avvento di un’epoca di migrazioni culturali, la speranza da opporre alle vite spezzate dalla migrazione economica. Un percorso diverso ed inedito, che permetta a noi e ai nostri spettatori di scuotere ed allargare i modi di pensare il cinema e il mondo.

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